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<title>Karate-Do Shotokai Europe</title>
<link>www.shotokaieurope.org</link>
<description></description>
<language></language>

<item>
<title>&lt;center&gt;Meeting Shotokaï à Almada</title>
<link>www.shotokaieurope.org/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=86</link>
<description>&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; align=&quot;middle&quot; src=&quot;medien/meeting.jpg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;!--
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		P { margin-bottom: 0.21cm }
	--&gt;
	

&lt;p&gt;A Fine ottobre si &amp;egrave;
tenuto ad Almada, nel Portogallo, la prima Riunione Shotokai al quale
prendono parte i principali gruppi Shotoka&amp;iuml; eccetto i
giapponesi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Se ne giudico per le
numerose domande che mi sono state poste dai praticanti, questo
assembramento rispondeva bene ad un desiderio d&amp;rsquo;avvicinamento dei
gruppi Shotoka&amp;iuml;. Bisogna ringraziare le persone che hanno
incitato questo progetto ed i portoghesi che si sono pienamente
impegnati nella parte organizzativa per una buona riuscita della
manifestazione.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Al primo
assembramento l'ambiente fu amichevole e consensuale cosa
assolutissimamente  necessaria  per questo primo incontro. Difatti si
trattava di un  incontro dei praticanti che per la maggioranza
avevano lavorato insieme col Dottor Murakami.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Solo Rob Jones, un
inglese, era alunno del Dottor Harada mentre M. Heyden ed il suo
alunno Messicano avevano appreso da un alunno di Harada.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Questa intesa di
facciata era di collocamento per un primo incontro e fu ottenuta
evitando solamente di parlare di Karat&amp;egrave;. Un secondo
appuntamento, previsto in Italia, non avrebbe avuto senso se non si  
fosse accettato di guardare la verit&amp;agrave; in faccia e di parlare
francamente.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Moltoni un
responsabile italiano ha tratto la seguente conclusione da questa
riunione: &amp;quot;Pi&amp;ugrave; a lungo che i responsabili lavoreranno
riferendosi ai loro ricordi,e pi&amp;ugrave; sicuramente che nessuna
intesa non sar&amp;agrave; possibile. Bisogner&amp;agrave; aspettare che i
responsabili attuali cedano il loro posto  affinché la
generazione futura possa costruire qualche cosa in comune.''&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Divido questa
constatazione pessimista ma lucida, ma ho voglia di guadagnare del
tempo aprendo fin da oggi il dibattito che non ha avuto luogo. Per
questo credo che, internet sia l'attrezzo ideale per poter
riflettere tranquillamente ed esprimere le proprie idee senza essere
stressati  e senza essere posti di fronte alle calde confrontazioni
di un discorso faccia a faccia.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Possiamo sperare
alla prossima generazione per mirare ad un&amp;rsquo;intesa? Ci&amp;ograve; mi
sembra rischioso, in Francia lo Shotoka&amp;iuml; sopravvivr&amp;agrave; solo
allo stato d&amp;rsquo;ombra di se stessa.  La sua scomparsa mi sembra
programmata  se i differenti gruppi non prendono coscienza di com&amp;rsquo;&amp;egrave;
drammatico e addirittura caricaturale il livello tecnico delle loro
dimostrazioni.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ho avuto ultimamente
l'opportunit&amp;agrave; di discutere con un direttore tecnico regionale
della federazione francese (FFKAMA, Federazione Francese del Karat&amp;egrave;
e delle Arti Marziali Affiliate ). L'immagine dello Shotoka&amp;iuml; che
si presenta davanti agli occhi della federazione Shotokai, non &amp;egrave;
del tutto brillante e tutti questi squilibri dopo gli attacchi sono
per tutti. Anche a me, che so perché quelli hanno
luogo qui, appaiono veramente ridicoli.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Come si &amp;egrave;
arrivati a questa situazione? &amp;Egrave; questa un'eredit&amp;agrave;
fedele dell'insegnamento del Maestro Murakami? Questo non &amp;egrave;
proprio il ricordo che ho in me stesso delle lezioni del Maestro
Dottore. Quello che noi oggi vediamo somiglia pi&amp;ugrave; che altro ad
una caricatura delle sue lezioni. Per apprezzarne la differenza
bastava guardare le numerose foto del Maestro comparsa nelle riviste
e nei libri esposti ad Almada. Non era mai molto basso, aveva sempre
un'altezza che gli permetteva di muoversi in modo naturale.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ho ancora in memoria
l'immagine del Maestro molto definita ed anche  il suono che ripete
Oitsuki davanti al ghiaccio del Dojo di Mercoeur. Tutto era fluido,
armonioso e leggero. Tutto il contrario  di ci&amp;ograve; che ho potuto
vedere all'epoca di questo seminario.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il lavoro basato
sulla sola memoria di alcune persone, ne &amp;egrave; grandemente
responsabile ed il problema ha preso nascita all'epoca della
successione del Maestro. Nessun successore né in Francia né
all'estero era designato e ci&amp;ograve; era una fortuna. Tecnicamente
parecchi alunni erano pressappoco allo stesso livello e potevano
postulare legittimamente alla sua successione. Ma questo livello era
quello di secondo Dan. Non molto elevato dunque.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ora ci si pu&amp;ograve;
giudicare solamente in base al proprio livello e dagli altri si pu&amp;ograve;
soltanto vedere ci&amp;ograve; che si &amp;egrave; capace di fare. Ciascuno
ha imparato dal maestro  ci&amp;ograve; che il proprio livello gli
permetteva di vedere. Perci&amp;ograve; &amp;egrave; sbagliato fin dalla
partenza, quando certi gli hanno decretato una fedelt&amp;agrave; senza
indietreggiamento ed hanno preteso di fare la stessa cosa di lui. 
&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Questo atteggiamento
poteva condurre solamente ad un vicolo cieco ed all&amp;rsquo;imprigionamento
dove si trovavano adesso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un vicolo cieco
perché quest&amp;rsquo;atteggiamento ha raggelato un insegnamento ad
un istante trascinando molto una ripetizione allo scapito del dubbio
e della riflessione pi&amp;ugrave; feconda per ogni insegnamento. Nella
fedelt&amp;agrave; alla lettera o allo spirito bisognava scegliere lo
spirito Cosi come il Maestro Murakami avrebbe anche fatto. Lui si era
sempre trovato in una prospettiva d&amp;rsquo;evoluzione.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Imprigionamento,
perché dal momento che ci si riferisce ad un ricordo
idealizzato, ci si &amp;egrave; voltati necessariamente verso il passato.
Ed andare a vedere ci&amp;ograve; che apparentemente altrove accade
significa sotto questa ottica  &amp;ldquo;Tradimento&amp;rdquo; anche se realmente &amp;egrave;
una fantastica sorgente di arricchimento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cosi succede che
alcuni a causa di mancanza di progressioni ripetono la stessa cosa da
pi&amp;ugrave; di quindici anni. Loro ci sono riusciti a raggelare ed a
sclerotizzare uno stile fondato sull'agilit&amp;agrave; e l'apertura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io non posso
applaudire questa prestazione perché ho un'altra concezione
dello Shotoka&amp;iuml;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Se una tenacia cieca
e mal compresa non conduce da nessuna parte, al contrario un
desiderio di creare qualche cosa di interamente nuovo non nasconde
pericoli. E noi all'epoca di questo seminario, dove una nuova forma
di Karat&amp;egrave; c'&amp;egrave; stata proposta, abbiamo avuto la prova. 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da piangere.
L'autore confessa di non essere mai riuscito a imparare bene il Kanku
Dai. Lui ne tira la conclusione dicendo che Kanku non &amp;egrave; un
buon Kata ma da lui ne ha tirato fuori una nuova arte. Io, direi
piuttosto che lui non ha raggiunto un livello che gli permetterebbe
decentemente di poter avere l&amp;rsquo;intenzione di creare qualche cosa di
personale.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Qualcos&amp;rsquo;altro mi
appare inoltre molto pericoloso e cio&amp;egrave; per l'avvenire dello
Shotoka&amp;iuml;, &amp;egrave; il totale disinteresse per la tecnica,
sostituita dall'attrattiva di una filosofia fatto di amore, di
armonia e di apertura. Ciononostante queste nozioni sono
contraddette continuamente nei fatti. Perché parlare di amore
quando si vede bene che tutti si detestano cordialmente?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Come parlare di
armonia tra il corpo e gli spiriti e perché non col cosmo
quando tecnicamente non basta nemmeno per creare un&amp;rsquo;armonia fra
cielo e terra?. Pu&amp;ograve; parlarsi di apertura quando questa
racchiude soltanto quei pochi che pensano ciononostante nello stesso
modo e mai diversamente?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Questa cortina di
fumo di buoni e generosi sentimenti permettono di nascondere la
povert&amp;agrave; tecnica e teorica della pratica. Di ci&amp;ograve; che c'&amp;egrave;
al di l&amp;agrave; della tecnica ne dovrebbero parlare coloro che sono
giunti veramente a questo aldil&amp;agrave;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Fare tecnicamente
qualsiasi cosa e proclamare che ci&amp;ograve; che &amp;egrave; importante &amp;egrave;
l'armonia, &amp;egrave; ridicolo. O non c'&amp;egrave; allora legame tra la
pratica ed i risultati. E allora in questo caso possiamo cominciare a
fare del vasellame ed a porci le stesse mete.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Lo Shotoka&amp;iuml;, &amp;egrave;
solamente un modo particolare e preciso di praticare delle tecniche
di attacco e di difesa. Adoperiamoci a farli meglio possibile. &amp;Egrave;
una ricerca appassionante perché molto rapidamente si
comprende che questa necessita l'investimento di tutto il nostro
essere. Ci render&amp;agrave; questa ricerca, pi&amp;ugrave; aperti e pi&amp;ugrave;
equilibrati? Questa &amp;egrave; la scommessa che Pascal si pone, niente
&amp;egrave; sicuro e niente &amp;egrave; vinto di anticipo.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Ma una cosa &amp;egrave;
sicura, le qualit&amp;agrave; ed i grandi sentimenti non basta invocarli
per beneficiarne.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;I differenti gruppi
Shotoka&amp;iuml; sono essi pronti a cooperare, ad apprendere uni degli
altri, a rimettersi in causa, ad aprirsi, a pensare all'avvenire e
non al passato, a definire delle basi comuni come si proponeva questo
seminario, l'avvenire ce lo dir&amp;agrave;. In quanto a me sono pronto a
dibattere con ogni persona interessata allo Shotoka&amp;iuml; ed aperto
alla discussione.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;P.S. (Traduzione
dall&amp;rsquo;omonimo documento in Tedesco)&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;</description>
</item>

<item>
<title>&lt;center&gt;Maestro Muratami - I ricordi di un suo alunno.</title>
<link>www.shotokaieurope.org/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=85</link>
<description>&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;medien/mercoeur01smal.jpg&quot; /&gt;
&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;medien/mercoeur03smal.jpg&quot; /&gt;
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&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;medien/mercoeur05smal.jpg&quot; /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;!--
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	--&gt;
	

&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Henry PLEE ha
chiesto alla Federazione giapponese di karat&amp;egrave; di mandare un
perito in Francia per sviluppare quest&amp;rsquo;arte marziale. Per questo
motivo il Maestro Murakami, &amp;egrave; sbarcato a Parigi nel 1957 ed &amp;egrave;
stato il primo professore di karat&amp;egrave; Shotokan in Francia. In
questo periodo era secondo Dan nella classifica di combattimento.
Bisogna notare che nell'insegnamento giapponese dell'epoca, bisognava
essere cintura nera ed avere acquistato una solida base tecnica prima
di potere fare dei combattimenti.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;	&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;La leggenda dice che
il Maestro Murakami sia stato addestrato kamikaze e che la guerra era
terminata ancora prima che lui fosse salito in un aereo. Lo spirito
giapponese era cos&amp;igrave; tanto insidiato nella figura del Sensei
che, a quelli che l'hanno conosciuto da vicino durante gli anni
1960-1970, non restava altro che credere a questa leggenda.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;

&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Per comprendere il
Maestro, bisogna sapere che egli si considerava innanzitutto come un
giapponese, che pensava come un giapponese, che viveva come un
giapponese, che insegnava la sua arte come un giapponese, che reagiva
come un giapponese e questo conformemente alle regole d&amp;rsquo;onore, di
rispetto della gerarchia, di cui sono fondati la societ&amp;agrave;
giapponese. Il Maestro era mandato dal Giappone per insegnare il
karat&amp;egrave; in Francia, e avrebbe dovuto rendere conto del proprio
lavoro solo ai responsabili giapponesi e senn&amp;ograve; a nessun altro.
Questa &amp;egrave; una delle ragioni per cui durante numerosi anni, la
scuola del Maestro non fu riconosciuta dalla Federazione francese di
Karat&amp;egrave;, ma su questo argomento ritorner&amp;ograve;
successivamente.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;

&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Lui applic&amp;ograve;
ai suoi alunni lo stesso metodo d&amp;rsquo;insegnamento che egli stesso
aveva ricevuto. Questo &amp;egrave; il motivo per cui  alcuni dei suoi
alunni non hanno compreso e sopportato male il suo insegnamento ed il
suo lato &amp;quot;brutale&amp;quot;. Il problema era che gli alunni europei
non erano abituati ad essere rimproverati ed a ricevere degli
schiaffi quando non eseguivano correttamente una tecnica.
Nell'insegnamento giapponese, il professore mostrava una tecnica e
non spiegava tanto il modo di raggiungerla.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Apparteneva
all'alunno di imparare a guardare, di lavorare e di trovarne la
soluzione. Nell'insegnamento francese questo era  diverso: il
professore mostrava, spiegava una tecnica e ritornava di volta in
volta sulla tecnica cos&amp;igrave; tante volte quanto era necessario
affinché ogni alunno l&amp;rsquo;avrebbe compresa. Si giungeva
addirittura al punto che alcuni alunni chiedevano al professore
&amp;quot;perché non lo facciamo cos&amp;igrave;, addirittura meglio
rispetto agli altri ?&amp;quot; Nessun alunno del Maestro avrebbe dovuto
osare di  fargli questo genere d&amp;rsquo;osservazione.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;

&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Un altro delle
ragioni d&amp;rsquo;incomprensione tra certi alunni ed il Maestro stava nella
natura stessa della pratica. Difatti il Maestro insegnava un'arte
marziale e non uno sport. Esigeva un rigore di spirito, un rigore di
lavoro, una volont&amp;agrave; di respingere sempre pi&amp;ugrave; lontano la
resistenza fisica, uno sforzo costante per migliorare e rifinire una
tecnica. Non accettava che si lavorasse &amp;quot;come un funzionario&amp;quot;
durante i suoi corsi. A titolo d&amp;rsquo;esempio, permettetemi di riferirvi
un'esperienza personale. Durante una seduta d&amp;rsquo;allenamento, stavamo
facendo dei Kihon e ho ricevuto come punizione di fare 10 volte il
giro della sala saltando come un&amp;rsquo;anatra. Non ho saputo mai e non
sempre ho compreso la ragione di questa punizione; pu&amp;ograve; darsi
che io mi sia leggermente rialzato durante i Kihon e che ci&amp;ograve;
lo abbia infastidito.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;

&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Ho avuto la fortuna
di conoscere il Maestro e di poterne  fare la differenza tra uno vero
ed uno che si lascia passare per  Maestro. Potrei citare parecchi
esempi che giustificano questi propositi ma mi accontenter&amp;ograve; di
parlare di qualcosa pi&amp;ugrave; importante. Ho cominciato la pratica
del Karat&amp;egrave; con l'assistente del Maestro dell'epoca, Michel
HSU, e questo durante tre anni. Il livello tecnico del professore era
molto elevato e quindi noi  beneficiavamo di un insegnamento d&amp;rsquo;alta
qualit&amp;agrave;. Ci&amp;ograve; si vedeva soprattutto in occasione
d&amp;rsquo;incontri con altri club di karat&amp;egrave; che praticavano un stile
differente. Eravamo spesso tecnicamente pi&amp;ugrave; bravi pur avendo
delle cinture inferiori ai nostri avversari. Quando ho ottenuto la
mia cintura marrone, dovevo integrare la scuola del Maestro perché
era la regola. Fu una rivelazione. Il mio primo corso dal Maestro
resta inciso nella mia memoria. Durante i 30 minuti d&amp;rsquo;allenamento,
il Maestro aveva notato tutti i miei errori di tecnica e di
posizioni. Mi &amp;quot;aveva preso in mano&amp;quot;, prima raddrizzava una
posizione del bacino, poi la posizione della mano, poi il piede e
cos&amp;igrave; via per tutte le tecniche abbordate quel giorno. &amp;Egrave;
in quel momento che ho costatato l'immensa differenza di livello
tecnico tra il Maestro ed il suo assistente, sebbene Michel HSU fosse
di un eccellente livello. I corsi di Michel HSU erano fisicamente
difficili ed estenuanti ma non era niente in paragone dei corsi del
Maestro. Per rispondere a quelli che non hanno apprezzato di ricevere
degli schiaffi dal Maestro o di vederselo costantemente dietro di
loro, direi che queste persone non hanno avuto l'intelligenza di
percepire la qualit&amp;agrave; del suo insegnamento e bisogna pure
riconoscere che egli si curava particolarmente  all&amp;rsquo;operato di un
alunno quando questo non lavorava come lui si desiderava.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt; Il motto del
Maestro era i &amp;quot;miei alunni devono essere i migliori quando sono
confrontati con altre scuole&amp;ldquo;.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Il Maestro si curava
molto di dare il migliore insegnamento possibile. Da ci&amp;ograve;
deriva la sua intransigenza e la sua esigenza, perché l'alunno
rappresenta la scuola, la scuola rappresenta il Maestro e cos&amp;igrave;
via. Con ci&amp;ograve; sperava di potere dimostrare ai propri maestri in
Giappone, la qualit&amp;agrave; del suo lavoro e le qualit&amp;agrave;
tecniche dei suoi alunni.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;

&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Il Maestro ricercava
sempre la migliore tecnica questo era la ragione per la quale pass&amp;ograve;
dallo stile Shotokan allo stile Shotokai. Bisogna riconoscergli un
certo coraggio per rimettersi in questione dopo parecchi anni di
pratica in uno stile di karat&amp;egrave; dove eccelleva. Ma lui credeva
che lo stile Shotokai corrispondesse pi&amp;ugrave; alla realt&amp;agrave;. E
in principio, lo stile Shotokai non era molto lontano dello stile
Shotokan ed il Maestro ha rifinito poco a poco la sua tecnica per
renderla cosi come la conosciamo oggi, fondamentalmente differente
dallo stile Shotokan.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;

&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Un po&amp;rsquo; pi&amp;ugrave;
in alto ho scritto che la sua scuola non era riconosciuta dalla
Federazione francese di Karat&amp;egrave;. Il Maestro difatti non si
curava mai di farsi pubblicit&amp;agrave; oppure di farsi riconoscersi
insieme al suo lavoro dalla federazione. Inoltre non era portato a
piegarsi alle esigenze amministrative per il passaggio dalla cintura
nera alle successive. Il problema si venne a  presentare quando certi
alunni desiderarono aprire dei club ed insegnare il Karat&amp;egrave;
Shotokai (*). I vecchi alunni del Maestro l'hanno convinto di cambiare
la sua opinione assicurandolo che le formalit&amp;agrave; di passaggio di
gradi non gli sarebbero pesati sulle spalle. Posso affermare anche
che negli anni 1970, il Maestro era riconosciuto, rispettato ed
apprezzato tanto dagli ufficiali della Federazione sia per la qualit&amp;agrave;
del suo insegnamento che per la qualit&amp;agrave; degli alunni che si
presentavano alla cintura nera. Fin dal suo arrivo in Francia, i
vecchi alunni hanno sempre sostenuto un ruolo importante nella vita
del Maestro e della sua scuola. Ci sono gli anziani degli anni 1958 /
1970 e gli anziani degli anni 1980 e posteri. Fra questi non faccio
alcuna differenza poiché tutti loro hanno contribuito, o in un
momento o in un altro, ad aiutare il Maestro ed il karat&amp;egrave;
Shotokai.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;

&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Il Maestro &amp;egrave;
arrivato nel 1957 da Henry PLEE per sviluppare il karat&amp;egrave; in
Francia, nella Rue de la Montagna Ste. Genevi&amp;egrave;ve dove lui ha
insegnato. La loro collaborazione &amp;egrave; durata per molte ragioni
poco tempo che &amp;egrave; inutile ritornare a discuterne qui. Salvo
errore da parte mia, il primo club del Maestro si trovava nella citt&amp;agrave;
Universitaria Parigi, poi venne quello di Mercoeur. E gi&amp;agrave;
allora, gli alunni di quell&amp;rsquo;epoca aiutarono il Maestro.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Difatti, al momento
della separazione con Henry PLEE, il Maestro si &amp;egrave; ritrovato in
una situazione sociale difficile e precaria e non si augurava di
tornare in Giappone. Dunque fu fondata l'associazione MURAKAMI KAI e
fu dato al Maestro lo statuto di professore d&amp;rsquo;arti marziali. Il
Maestro aveva cos&amp;igrave; una funzione rimunerata ed una coperta
sociale che gli permetteva di sviluppare il karat&amp;egrave; in Francia.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;

&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Il Maestro divent&amp;ograve;
in un certo momento il rappresentante ufficiale del karat&amp;egrave;
Shotokai in Europa ed aveva dei club principalmente in Spagna,
Francia, Italia, Portogallo, Svizzera. 
&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;

&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Gli alunni che hanno
conosciuto i corsi del Maestro, dicevano generalmente: &amp;quot;Prima e
alla fine &amp;egrave; sempre buono ma durante il corso, per niente.''
Infatti, non si conosceva mai lo svolgimento della lezione.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Il Maestro non era
un superuomo e non era rifinito, aveva anche dei difetti ed un
carattere ambiguo ma quelli che l'hanno apprezzato gli rendono
tuttora ancora omaggio per la qualit&amp;agrave; del suo insegnamento.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;

&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;&lt;strong&gt;Commenti sulle foto:&lt;/strong&gt; 
&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;

&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Non possediamo dei
film ed abbiamo pochissime foto del Maestro che mostrano l&amp;rsquo;esecuzione
di una tecnica(Lui detestava ci&amp;ograve;.). Su certe foto del nostro
sito Internet, noterete che il Maestro ha gli occhi chiusi. In
effetti, lui lavorava spesso cos&amp;igrave;, ci&amp;ograve; lo faceva per
sviluppare il suo Irimi (anticipo).&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Aneddoti:&lt;/strong&gt; 


&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;1) Durante un
combattimento agile con un alunno, una scheggia si &amp;egrave; infilzata
nel piede del Maestro. Egli sanguinava. L'alunno ha fermato il
combattimento e ha mostrato al Maestro il suo piede insanguinato. Il
Maestro gli ha detto: &amp;quot;Chi sta sanguinando lei od io?&amp;quot; ed
egli ha infilzato ancora di pi&amp;ugrave; la scheggia nel suo piede ed
ha proseguito il combattimento.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;

&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;2) Durante uno
stage, il Maestro domanda ad un alunno inglese di attaccarlo in
Oi-Zuki. Non si sa se l'alunno lo ha compreso male o se l'ha fatto
volontariamente, ma questo gli ha lanciato un Mae-Geri nel basso
ventre. Il Maestro, nella frazione di secondo seguente ha replicato
con un pugno e l'alunno &amp;egrave; caduto in KO. Il Maestro al che
risponde nel suo particolare linguaggio &amp;quot;Allora voi l&amp;agrave;,
controllo, no?.&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;

&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;3) Quest&amp;rsquo;aneddoto
mi &amp;egrave; arrivato personalmente durante una seduta d&amp;rsquo;allenamento.
Eravamo in posizione Kiba-Dachi, molto basso, da 15 minuti, le mie
gambe vacillavano e cominciavo a rialzarmi. Il Maestro arriv&amp;ograve;
dietro di me, tese il braccio e pos&amp;ograve; la sua mano sulla mia
testa per impedirmi di rialzarmi. Nonostante il potere delle mie
gambe, non mi sono mai potuto rialzare. E cos&amp;igrave; sono caduto in
ginocchio, a terra.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;

&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;4) Durante una
seduta d&amp;rsquo;allenamento, il Maestro trovava che il suo braccio gli
faceva male; in effetti il suo anteriore braccio era rotto. Cos&amp;igrave;
dovette sopportare per un mese il gesso. Una volta tolta
l&amp;rsquo;ingessatura, cominci&amp;ograve; subito a fare dei Gedans-Barais, per
poter giudicare se il suo braccio tenesse.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;

&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;5) Negli anni
1960-1970 a Mercoeur, prima d&amp;rsquo;ogni corso, il Maestro si sedeva
davanti ad un piccolo tavolo che fungeva da ufficio, era da la che
bisognava passare ogni volta per farsi annotare la presenza. Povero
colui che aveva dimenticato la propria carta di presenza perché
riceveva sotto il tavolo una pedata nella tibia con la frase:
&amp;quot;Allora, Lei dimenticato la carta? ed io, ho dimenticato di
venire?.&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;br /&gt;


&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;&amp;copy; Copyright
Christian Bert, Dojo Mercoeur, Parigi, Francia (Tradotto dal
Francese)&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;

&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;*In Francia coloro
che vogliono aprire un Club, devono essere in possesso di un
attestato di cintura Nera riconosciuto dallo Stato.(Per esempio dall
FFKAMA Federazione francese delle arti marziali) per ricevere
l&amp;rsquo;abilitazione ad insegnare (Notizia del Traduttore dal Francese al
tedesco.)&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Altre immagini del
Maestro Murakami, cliccate qui per favore: Il &lt;a target=&quot;_self&quot; href=&quot;modules.php?name=coppermine&amp;file=thumbnails&amp;album=16&quot;&gt;Maestro Murakami&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</description>
</item>

<item>
<title>&lt;center&gt;La storia</title>
<link>www.shotokaieurope.org/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=84</link>
<description>&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;medien/map.jpg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;&lt;strong&gt;Le radici&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Il Karate si &amp;egrave;
sviluppato sull'isola Okinawa da una combinazione fra tecniche cinesi
di combattimento senza armi e tecniche di combattimento gia diffuse
fra la popolazione.   
&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Da questa
combinazione si svilupp&amp;ograve; una tecnica di nome &amp;ldquo; la morte&amp;rdquo;.
Tecnica che ebbe il sopravvento sicuramente dopo il dominio
giapponese che dur&amp;ograve; dal 1609 al 1868 che vietava il possesso
di armi di ogni tipo. &amp;rdquo;La Morte&amp;rdquo; parola che deriva dall&amp;rsquo;
Okinawese &amp;ldquo;Tang-Te&amp;rdquo; o Mano cinese che in giapponese si traduce in
&amp;ldquo;Kara-Te&amp;rdquo;. 
&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Le tre scuole
prominenti di arti marziali venivano designate con il nome delle
citta in cui risiedevano: Shurite, Tomarite e Nahate. Dallo Shurite e
dal Tomarite, ambedue orientati all&amp;rsquo;autodifesa, nacque lo Shorin
Ryu, dal Nahate, facente riferimento alle morbidi scuole della Cina
del sud e alla tecniche die respirazione, si svilupp&amp;ograve;lo Shorei
Ryu. 
&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Da queste due
&amp;ldquo;Ryu&amp;rdquo; che vuol dire scuola derivano tutti gli odierni  stili di
Karate. Fino all 1868 e cio&amp;egrave; fino alla fine del periodo di
dominio giapponese, la morte veniva esercitata ed insegnata in luoghi
segreti. Soltanto nel 1905 il Maestro di Shorin, &amp;ldquo;Anko Itosu&amp;rdquo;
cominci&amp;ograve; ad esercitare al pubblico &amp;ldquo; La Morte&amp;rdquo; o il
cosiddetto Karate, e ne sugger&amp;igrave; il suo uso come sport da
esercitare nelle scuole. Egli sviluppando oltretutto una forma
semplificata di esercitazione: il Kata, detta pure Pinan o Heian.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;&lt;strong&gt;Introduzione del Karate
in giappone&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Il Karat&amp;egrave;
comincia ad essere conosciuto nel Giappone nel corso degli anni 20
secolo grazie ad uno scolaro di Isotu, Gishin Funakoshi. Nel 1935
venne fondato il primo Karate Dojo: lo Shoto-Kan, la casa sello Shoto.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Shoto, che significa
&amp;ldquo;Onde mandibolari&amp;rdquo;, era il nome che  Funakoshi diede alla sua
poesia  cinese. &amp;ldquo;Quando avevo tempo andavo lungo i  pendii della
montagna Tora&amp;hellip; quando soffiava un p&amp;ocirc; di vento, si poteva
ascoltare  il rumore degli aghi dei pini e sentire la
profondit&amp;agrave;, impenetrabile segreto, che giace nelle radici della
vita&amp;rdquo;.   
&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Gichin Funakoshi
nato nel 1868 assunse la direzione sia dello Shorin Ryu che anche
dello Shorei Ry. Inoltre studiava i classici cinesi e si interessava
sia di poesia che di calligrafia e insegno all&amp;rsquo; Universit&amp;agrave;.
Durante tutto il periodo della sua vita  Funakoshi accentu&amp;ograve; la
vicinanza tra le lotti combattimento e quelle della filosofia di
Buddismo dello Zen. 
&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Fu lui stesso che
modific&amp;ograve; l&amp;rsquo;ideogramma del Karaté da &amp;ldquo;mano
cinese&amp;rdquo; a &amp;ldquo;mano vuota&amp;rdquo;, al fine di avvicinarsi 
alla nozione di vita presente nella filosofia Zen onde evitare tutte
le referenze alla Cina, ...venendo cos&amp;igrave; incontro al
Nazionalismo Giapponese.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Anche in altri casi
accadde che il Karate-do Funakoshi, inteso da lui come arte di lotta
con finalit&amp;agrave; essenzialmente educative, era caduto sotto la
pressione di cerchi nazionalistico-militari. La Nihon Butoku-Kai,
l'autorevole organizzazione statale, ha richiesto l'introduzione di
un sistema di graduazione e di gare.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Quattro stili principali
di Karate furono decretati allora: Shotokan, Shito-Ryu, Gojo-Ryu, e Wado Ryu.
Funakoshi accett&amp;ograve; i livelli di cinture, ma non le
competizioni. Durante questi corsi, vietava anche i Kumite che sono
degli allenamenti di combattimento a due.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;&lt;strong&gt;Divisione tra il
karate Shotoka&amp;iuml; ed i karate di competizione&lt;/strong&gt;

&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Dopo la seconda
guerra mondiale che mise anche a male la scuola dello Shotokan,
parecchi alunni di Funakoshi, tra pi&amp;ugrave; vecchi (Nakayama,
Nishima ed Obata), raccomandarono l'adozione di allenamenti orientati
verso la competizione, con l'idea che la competizione sarebbe una
migliore vetrina commerciale del karate. Nakayama fond&amp;ograve; in
1949 il FGK, Federazione giapponese di Karate, per promuovere il
karate come sport di competizione.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Il Dottor Funakoshi
gli rifiut&amp;ograve; il suo sostegno, ci&amp;ograve; che non imped&amp;igrave;
il FGK di chiamarlo &amp;ldquo;istruttore di onore&amp;rdquo;, onore che
Funakoshi non accett&amp;ograve; mai. Il karate e la competizione non
erano conciliabili per Funakoshi. Per la sua successione, chiam&amp;ograve;
Shigeru Egami, uno degli alunni del suo cerchio ristretto, un
Ushideshi a cui aveva insegnato anche i valori &amp;ldquo;interiori&amp;rdquo;
dell'arte del combattimento. Questo ultimo fond&amp;ograve; lo
Shotoka&amp;iuml;-Ryu, la scuola di Shotoka&amp;iuml;, in riferimento
all'associazione Shotoka&amp;iuml; Nihon Karate-do. Questa associazione
era stata fondata nel 1935 per sostenere il Dottor Funakoshi e la
costruzione del suo dojo, lo Shoto-Kan. Gichin Funakoshi mor&amp;igrave;
nel 1957.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;&lt;strong&gt;Lo sviluppo del
Karate shotokai.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Con lo Shotoka&amp;iuml;,
Shigeru Egami rest&amp;ograve; fedele allo stile di karat&amp;egrave;
ispirato alla filosofia Zen. &amp;ldquo;Colui che vuol trovare la via del
vero Karat&amp;egrave; non deve provare semplicemente di esistere a spese
del proprio avversario, ma deve trovare un'unit&amp;agrave; con lui. Non
si chiede di uccidere, e l&amp;icirc;mportante non &amp;egrave; vincere
L'allenamento del karate consiste in fare solamente uno col partner
ed a progredire insieme&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;In questo senso, ha
sviluppato e ha rinnovato anche le tecniche. Questo &amp;egrave;
diventata la sua meta sviluppare un massimo grado di forza  con
massima possibile facilit&amp;agrave; e scioltezza, energia e presenza...
per liberare la via per l&amp;rsquo;armonia e l&amp;rsquo;unit&amp;agrave; nel comune
movimento.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Dopo la morte di
Funakoshi Sensei nell'anno 1957,&amp;nbsp; Egami ha ricevuto le funzioni
dell'allenatore principale nell&amp;rsquo; Hombu Dojo, nel
Giappone e la guida di Nihon Karate-Do Shotokai. Ha presieduto
l'organizzazione fino alla sua morte nell'anno 1981. Fu sostituito
poi fino nel dicembre 2000 per Genshin Hironishi. 
&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Il suo successore, il
presidente attuale, &amp;egrave; Jotaro Takagi, un ex impiegato direttivo
della Mitsubishi.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;&lt;strong&gt;Espansione
mondiale del karat&amp;egrave; Shotoka&lt;/strong&gt;i

&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Gli alunni di
Funakoshi hanno cominciato a spargere il karate all'infuori del
Giappone negli anni cinquanta, la maggior parte sotto il nome di
Shotokan, ed in relazione pi&amp;ugrave; o meno stretta col FGK. 
&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Nel 1957, Tesuij Murakami
arriv&amp;ograve; in Europa a richiesta di Henri Plée, il pioniere
del karate in Francia. Mise in piedi dei gruppi di allenamenti in
Francia, in Portogallo, in Italia, in ex-Iugoslavia, in Germania ed
in Svizzera. Alla partenza, insegnava lo Shotokan nello stile di
Funakoshi.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Nel 1968 all'epoca
di un viaggio in Francia, Italia Portogallo, Ex Jugoslavia, Germania
e in Svizzera, ebbe l'opportunit&amp;agrave; di conoscere le tecniche che
Egami aveva sviluppato e fu chiamato rappresentante dello Shotokai
Karate Do per l'Europa. Convinto del valore aggiunto di questo
insegnamento, ha modificato i suoi corsi per insegnare al suo giro lo
Shotoka&amp;iuml;. Il Maestro Murakami &amp;egrave; morto nel 1987 a
Parigi. Mitsusuke Harada il quale si allenava anche da Egami esport&amp;ograve;
lo Shotokai in Brasile laddove il suo lavoro professionale lo
portava. Nel 1965, andava a lavorare in Inghilterra dove cominci&amp;ograve;
a dare anche dei corsi, ed &amp;egrave; l&amp;agrave; che  oggi insegna.
Accanto all'organizzazione di Harada, il KDS, esiste in Inghilterra
ed in Scozia due altre organizzazioni principali: Associazione Shindo
Shotokai e Fondazione T&amp;egrave; Shotokai 
&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt; In Cile, &amp;egrave;
Humberto Heyden, un alunno di Ito, che a sua volta fu alunno di
Harada, che insegna lo Shotoka&amp;iuml;. Un altro alunno di Egami che
insegna in Spagna ed in Italia &amp;egrave; Hiruma. La successione del
Dottor Murakami in Francia dopo la sua morte nel 1987 fu assicurata
da Patrick Herbert che fu alunno del Dottor a partire da 1974 ed il
suo assistente fin da 1980. Patrick Herbert &amp;egrave; direttore
tecnico dell'associazione Karate Do Shotokai Europa KDSE; insegna a
Parigi ed all'epoca degli stage in Francia ed in Svizzera.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;&lt;br /&gt;&amp;copy; Copyright
Patrick Herbert Shotokai Europe&lt;br /&gt;P.S. (Traduzione
dall&amp;rsquo;omonimo documento in Tedesco)&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;</description>
</item>

<item>
<title></title>
<link>www.shotokaieurope.org/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=81</link>
<description>Kalender kommt!</description>
</item>

<item>
<title></title>
<link>www.shotokaieurope.org/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=79</link>
<description>&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;Stages - Course - Corso - Cursillos&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;medien/Stages20072008.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;CALENDRIER DES STAGES 2007-2008 (PDF)&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;medien/Stage_LYON_19_20_avril.pdf&quot;&gt;STAGE DE LYON 19 - 20 avril 2008 (PDF)&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;medien/stage-aikido-karateshotokai.pdf&quot;&gt;STAGE AIKIDO / KARATE SHOTOKAI ANGERS 5 - 6 avril 2008 (PDF)&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;medien/Stage_Toulouse_2008.pdf&quot;&gt;STAGE DE TOULOUSE 7 - 9 mars 2008 (PDF)&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;medien/STAGE%20BERN%202008%20Fevrier.pdf&quot;&gt;STAGE DE BERNE 22 - 24 février 2008 (PDF)&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;medien/stagenovclam_07.pdf&quot;&gt;STAGE DE LYON 24 - 25 NOV 2007 (PDF)&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;medien/StageLangon2007.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;STAGE DE LANGON OCTOBRE 2007 (PDF)&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;medien/Invitation%20Einladung.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;50i&amp;egrave;me anniversaire de l'arrivée de Ma&amp;icirc;tre Murakami en Europe (1957) (PDF)&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;medien/STAGEdeBerneSept2007.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;STAGE D'AUTUMNE DE BERNE, SEPTEMBRE 2007 (PDF)&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;medien/Stage%20SERIGNAN_2007.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;38i&amp;egrave;me STAGE DE SERIGNAN (09 - 20 JUILLET) (PDF)&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;medien/STAGE_BERN_2007.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;STAGE DE BERNE (07 - 09 JUIN) (PDF)&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;medien/Stage_Shotokai_Chouzy_2007.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;STAGE DE CHOUZY (30 MARS - 01 AVRIL) (PDF)&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;medien/Circulaire_Stage_Marseille_2007.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;STAGE DE MARSEILLE (24 - 25 MARS) (PDF)&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;medien/Circulaire_Stage_de_Karate_2007_Toulouse.pdf&quot;&gt;STAGE DE TOULOUSE (9 - 11 MARS) (PDF)&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;medien/Stage_de_fevrier07.pdf&quot;&gt;STAGE DE FEVRIER, 2007 (PDF)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;medien/stage_decembre_2006.pdf&quot;&gt;STAGE D'HIVER DE PARIS, DECEMBRE 2006 (PDF)&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;medien/StageNovCLAM06.pdf&quot;&gt;STAGE DE LYON CLAM NOVEMBRE 2006 (PDF)&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;medien/STAGE_LANGON_2006.pdf&quot;&gt;STAGE LANGON OCTROBRE 2006 (PDF)&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;medien/Stage%20de%20Berne%20Sept2006.pdf&quot;&gt;23 - 24 SEPT 2006 - STAGE DE BERNE (PDF)&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;medien/Kurs%20Bern%20Sept2006.pdf&quot;&gt;23 - 24 SEPT 2006 - HERBSTKURS BERN (PDF)&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
</description>
</item>

<item>
<title>Stage Tai Chi Chuan</title>
<link>www.shotokaieurope.org/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=76</link>
<description>&lt;br&gt;
&lt;center&gt;&lt;img src=&quot;http://www.shotokaieurope.org/medien/adobe_reader.gif&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.adobe.co.uk/products/acrobat/readstep2.html&quot;&gt; Adobe Reader PDF &lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;/center&gt;
&lt;br&gt;
&lt;table border=&quot;1&quot;&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;th&gt;&lt;img src=&quot;http://www.shotokaieurope.org/medien/Frankreich.jpg&quot;&gt;&lt;br&gt;Paris&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;26.-30.12.2005&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;Gymnase du College&lt;br&gt;
RENOIR à Boulogne&lt;br&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.shotokaieurope.org/medien/Stage Karatedo Decembre 2005.pdf&quot;&gt;Stage Paris Decembre 2005&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;/th&gt;&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;Patrick Herbert&lt;br&gt;&lt;/th&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;th&gt;&lt;img src=&quot;http://www.shotokaieurope.org/medien/Frankreich.jpg&quot;&gt;&lt;br&gt;Toulouse&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;14.-15.01.2006&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;Centre culturel&lt;br&gt;
de St. Simon&lt;br&gt;
31000 Toulouse&lt;br&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.shotokaieurope.org/medien/IAIDO Stage Toulouse 2006.pdf&quot;&gt;Stage Iaido Toulouse Janvier 2006&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;/th&gt;&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;Denis le Goff&lt;br&gt;&lt;/th&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;th&gt;&lt;img src=&quot;http://www.shotokaieurope.org/medien/Schweiz.gif&quot;&gt;&lt;br&gt;Münchenbuchsee&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;03.-05.06.2006&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;Turnhalle Kantonale Sprachheilschule&lt;br&gt;
Klosterweg 7&lt;br&gt;3053 Münchenbuchsee&lt;br&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.shotokaieurope.org/medien/Stage de Iaïdo en Suisse.pdf&quot;&gt;Stage Iaïdo en Suisse Juin 2006&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;/th&gt;&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;Barbara Katona Beaussacq&lt;br&gt;&lt;/th&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;th&gt;&lt;img src=&quot;http://www.shotokaieurope.org/medien/Frankreich.jpg&quot;&gt;&lt;br&gt;Sérignan&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;10.-21.07.2006&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;Camping BEAUSEJOUR&lt;br&gt;
24440 Sérignan&lt;br&gt;
&lt;th&gt;Patrick Herbert&lt;br&gt;&lt;/th&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/table&gt;</description>
</item>

<item>
<title>STAGES</title>
<link>www.shotokaieurope.org/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=75</link>
<description>&lt;strong&gt;&lt;big&gt;·&lt;/big&gt;&lt;/strong&gt; &lt;a href=&quot;http://www.shotokaieurope.org/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=20&quot;&gt;Stages Karate-do&lt;/a&gt;&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;&lt;big&gt;·&lt;/big&gt;&lt;/strong&gt; &lt;a href=&quot;http://www.shotokaieurope.org/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=69&quot;&gt;Stages Iaido&lt;/a&gt;&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;&lt;big&gt;·&lt;/big&gt;&lt;/strong&gt;Stages Tai Chi&lt;/a&gt;&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;&lt;big&gt;·&lt;/big&gt;&lt;/strong&gt;Stages Da Cheng&lt;/a&gt;&lt;br&gt;</description>
</item>

<item>
<title>Stages</title>
<link>www.shotokaieurope.org/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=74</link>
<description>&lt;strong&gt;&lt;big&gt;·&lt;/big&gt;&lt;/strong&gt; &lt;a href=&quot;http://www.shotokaieurope.org/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=20&quot;&gt;Stages Karate-do&lt;/a&gt;&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;&lt;big&gt;·&lt;/big&gt;&lt;/strong&gt; &lt;a href=&quot;http://www.shotokaieurope.org/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=69&quot;&gt;Stages Iaido&lt;/a&gt;&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;&lt;big&gt;·&lt;/big&gt;&lt;/strong&gt;Stages Tai Chi&lt;/a&gt;&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;&lt;big&gt;·&lt;/big&gt;&lt;/strong&gt;Stages Da Cheng&lt;/a&gt;&lt;br&gt;</description>
</item>

<item>
<title>STAGES</title>
<link>www.shotokaieurope.org/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=73</link>
<description>&lt;strong&gt;&lt;big&gt;·&lt;/big&gt;&lt;/strong&gt; &lt;a href=&quot;http://www.shotokaieurope.org/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=20&quot;&gt;Stages Karate-do&lt;/a&gt;&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;&lt;big&gt;·&lt;/big&gt;&lt;/strong&gt; &lt;a href=&quot;http://www.shotokaieurope.org/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=69&quot;&gt;Stages Iaido&lt;/a&gt;&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;&lt;big&gt;·&lt;/big&gt;&lt;/strong&gt;Stages Tai Chi&lt;/a&gt;&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;&lt;big&gt;·&lt;/big&gt;&lt;/strong&gt;Stages Da Cheng&lt;/a&gt;&lt;br&gt;</description>
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<title>&lt;center&gt;¿Por qué separamos las rodillas en seiza?</title>
<link>www.shotokaieurope.org/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=72</link>
<description>En realidad, no lo sé. En casi todos los estilos se sientan con las rodillas juntas, que es la forma normal de sentarse en Japón. Incluso muchos grupos Shotokai hacen seiza con las rodillas juntas.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
¿Está el maestro Murakami en el origen de esta forma de hacerlo? y, si es así, yo nunca le pregunté por ello. Si alguien tiene alguna idea, nos lo puede comunicar.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Dicho esto, y aparte de la cuestión estética, podemos aducir algunas razones para hacerlo de esta manera.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
La primera, y la principal, es la flexibilización de la pelvis que entraña. Los europeos tenemos claramente una falta de flexibilidad en la pelvis comparado con los asiáticos, debido a un problema de civilización. El uso de la silla en occidente hace que raramente nos sentemos en el suelo y que nunca estemos en cuclillas.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
En muchos restaurantes de Japón las comidas se hacen en seiza. La primera vez que comí así en un restaurante japonés fue en 1978, durante el último viaje del maestro Egami a Francia. Otros alumnos y yo estábamos impresionados por cenar con el fundador del Shotokai y su asistente, el maestro Myamoto y el maestro Murakami, y de entrada nos instalamos en un magnífico seiza, lo más abierto posible. Después de un rato la posición se hizo insufrible y realmente dolorosa.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Los japoneses, por el contrario, se mantenían relajados mientras nosotros resistíamos petrificados en nuestra postura, decididos a mostrar que éramos unos verdaderos samuráis insensibles al dolor. Al cabo de un rato (tres cuartos de hora o una hora) debía de verse en nuestras caras el sufrimiento y el maestro Egami intervino ante el maestro Murakami, quien nos dio permiso para movernos. Para no perder el prestigio (y porque estábamos totalmente anquilosados) esperamos unos minutos antes de cesar el suplicio.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Si hubiera reflexionado antes sobre el seiza, me habría ahorrado esta dolorosa prueba. Pero, como por otra parte en aquella época yo hacía sesiones de seiza de 20 a 30 minutos con el único fin de tocar perfectamente con las nalgas en el suelo, para mi no fue más que un entrenamiento un poco más largo de lo habitual.
&lt;br&gt;&lt;br&gt;
El maestro Murakami decía a menudo que el seiza permitía hacer más flexible la pelvis para el yoko geri. Y es cierto que se puede constatar una correlación entre la flexibilidad en seiza y en yoko geri, aunque haya excepciones.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
El seiza con las piernas abiertas me parece, por tanto, un buen ejercicio de flexibilización de la cadera, a condición de no romperse la espalda sino de buscar en esa posición una distensión general.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Por otra parte, como seiza es la postura del mokuso (instante de meditación antes del saludo), la abertura de la pelvis en esa postura puede compararse a la de zazen en la meditación Zen.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
La separación de las piernas en seiza une de manera muy estable al suelo, pero: ¿es marcialmente la mejor posición? Nos lo podemos preguntar cuando vemos las posturas que se mantienen en los libros antiguos o el seiza de los iniciados. No solamente se sientan con las piernas juntas sino que redondean ligeramente la espalda a la altura de las lumbares.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Estéticamente es menos majestuoso pero incontestablemente es mejor para el movimiento, ya que las artes marciales son ante todo artes de movimiento en las que la mejor posición es la que permite moverse lo más rápidamente posible.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Recuerdo que la primera vez que vi a un gran maestro sentado con las piernas juntas y ligeramente recogido sobre sí mismo, me pareció extraño y no muy bello, acostumbrado como estaba a nuestra posición tan recta. Pero al analizarlo vi que esa posición era la correcta. ¿No hemos visto alguna vez cómo se arquean las fieras antes de saltar?&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
En conclusión, mantenemos el seiza con las rodillas separadas para la ceremonia del saludo y como ejercicio para flexibilizar la pelvis pero adoptamos la posición de las rodillas juntas y la espalda distendida, marcialmente más correcta, para todo ejercicio o técnica en esta posición.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
© Copyright Patrick Herbert, director técnico de Shotokai Europa, Febrero 2004 (traducido del texto original en francés).</description>
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